Categorie
Branding

I Brand della Politica: Come vincere le elezioni politiche

Argomento scottante quello della politica specie se, come me, vivi in una città in cui quest’anno ci saranno le elezioni amministrative.

Ultimamente, la politica, l’informazione, i social media ed il branding, si legano indissolubilmente perché ci si spinge sempre più verso la costruzioni di personal brand politici forti in grado di muovere le masse.

Potremmo erroneamente provare a definire il tutto come la creazione di “influencer politici” che muovono le masse ed i voti.

In alcuni casi il simbolo e l’appartenenza politica in se perde quasi totalmente il suo valore ideologico originario legato al movimento per lasciare spazio alla immagine che il singolo candidato riesce a costruire di se prima, durante e dopo la campagna elettorale.

In questo scenario che viviamo oramai da qualche anno, grazie alla grande importanza che hanno ricoperto i social media durante la prima campagna elettorale di TRUMP negli USA, sono numerosi i tentativi e le strategie messe in campo da tutti coloro che, come me, si occupano di sviluppo di brand e strategie di comunicazione.

Quando si cerca di costruire un personal brand per un personaggio politico ci sono alcuni aspetti fondamentali che non vanno mai ignorati, vediamoli insieme:

  • Il contesto nel quale si opera (Locale, Regionale, Nazionale, Internazionale);
  • La storia personale del politico sul quale andiamo ad operare;
  • Il curriculum politico che ne contraddistingue la sua ideologia;
  • Il messaggio da comunicare o il programma politico;
  • La situazione di partenza della sua immagine pubblica;

L’ordine che ho usato non è casuale perché prima di fare qualsiasi passo nella costruzione di un personal brand politico và analizzato il contesto, chiaramente lavorare a livello locale è completamente diverso dal lavorare a livello nazionale.

Ipotizziamo dunque un ambito locale in questo momento, visto che ne sono direttamente coinvolto in questo periodo.

Quando pensiamo ad un personal brand di un politico locale, la prima cosa che viene fatta è la costruzione di una pagina Facebook, una pagina ben curata graficamente, sulla quale pubblicare tutti i messaggi politici e i comunicati stampa.

All’interno del contenitore social confluiscono tutte le informazioni come se fosse una sorta di blog o pagina di informazione giornalistica personale.

La domanda che mi sono posto in queste settimane è: Questo è davvero sufficiente a costruire una credibilità ed un brand che possa portare il politico di turno a vincere le elezioni?

Io penso proprio di no, per 2 semplici motivi, uno strutturale dipendente dallo strumento e l’altro funzionale che dipende dal concetto stesso di personal brand.

Brevemente…

I social media funzionano se vengono utilizzati con intelligenza attraverso una pianificazione strategica della comunicazione per obiettivi precisi e se raccontano una “storia” ad un pubblico ben profilato pronto ad ascoltarla;

Costruire un personal brand significa identificare e raccontare la propria unicità affinché il pubblico vi si appassioni e decida di seguirci amplificando la diffusione del nostro messaggio;

A tutto questo poi và certamente aggiunta l’identità grafica, colori, simboli, materiali stampati a supporto e tutto quello che la tradizionale campagna elettorale porta con se.

Ecco come vedete se riportiamo tutti questi piccoli concetti in un campagna elettorale a livello locale, ma non solo, ci si rende subito conto che lavorare con un brand politico non è di certo un lavoro per sprovveduti ma un’attenta analisi e costruzione di tutti i tasselli che compongono la vittoria delle elezioni.

Spero di non averti annoiato ma è un’argomento articolato sul quale sicuramente tornerò volentieri il prima possibile.

Nel frattempo vorrei sentire la tua opinione in merito. 

A presto

Categorie
News

La sostenibilità ambientale e i brand

Oggi possiamo affermare con certezza che il tema della sostenibilità ambientale è un qualcosa con il quale tutti i brand, a proprio modo, debbano scontrarsi per dichiarare apertamente la loro posizione.

Dalle strategie di comunicazioni al packaging del prodotto, dalle campagne di sensibilizzazione a vere e proprie rivoluzioni nei processi aziendali.

Mi affascia molto scoprire come i vari brand si stanno muovendo in tal senso per prendere spunti utili da trasferire nei progetti dei miei clienti che seguo quotidianamente.

Oggi voglio partire dalla fine e parlarvi dell’ultimo caso che si palesato in questi giorni: YOMO.

Il brand dello yogurt del gruppo Granarolo, negli ultimi anni sta puntando molto su alcuni asset fondamentali per una riqualificazione della propria immagine percepita e del prodotto.

Sono partiti un anno fa puntando sulla qualità del prodotto e comunicando al meglio la loro filosofia, quella della scelta di solo materie prime 100% naturali ed italiane fino ad arrivare oggi al lancio del nuovo packaging.

Proprio sul packaging mi soffermo un attimo perché sposando pienamente il tema della sostenibilità ambientale hanno lanciato 2 nuove linee, la prima YOMO NATURA, con vasetto in carta e la seconda YOMO EXTRA con vasetto 100% riciclabile.

La stessa Granarolo dichiara che la scelta effettuata per Yomo Natura e per Yomo Extra rappresenti una novità nel mondo dello yogurt finora legato all’utilizzo di vasetti in polistirene (PS), materiale che non ha una sua filiera di riciclo, pur essendo conferito nella plastica.

Credo che sia un passo molto importante del brand per migliorare il proprio posizionamento e abbracciare anche tutta quella fascia di pubblico che vede nella plastica il male assoluto.

Chissà cosa ci regaleranno nel prossimo futuro per proseguire lungo questa strada.

Voi cosa ne pensate?

Categorie
News

Sto ripulendo la Scrivania…

Forse si tratta di una metafora, o forse è la pura verità, in questo 2020 tutto o parte della nostra vita è stato stravolto. Abitudini, amicizie, relazioni, amori, tutto in qualche modo sta cambiando in positivo ed in negativo a seconda dei casi.

È quello che è successo anche a me e, anche se ho un modo tutto mio di reagire in queste situazioni, alla fine ne sono vittima anche io come tutti.

Nel corso di questo 2020 ho già perso diversi clienti, alcuni amici che non vedo più da prima del lockdown, una bella storia che per me era importantissima, un’attività che mi appassionava e che purtroppo non pratico più e sicuramente sto dimenticando ancora altro.

Diciamo che in questi ultimi mesi la mia vita è diventata come una scrivania che inizialmente era bella pulita ma che nella frenesia di tutti i giorni diventa piano piano un deposito di cartacce, appunti, schizzi, cartelle, lavori che accumuli li difianco senza mai dargli un senso vero, senza dargli un ordine ben preciso.

Un accumulo di cose scritte e buttate li che nella maggior parte delle volte non ti porteranno mai nulla di buono.

Riflettevo qualche sera fa che nelle occasioni in cui mi sposto a lavorare in un coworking finisco con l’essere più produttivo, sono più concentrato e sto molto meglio.

Mi sono chiesto il perché di tutto questo e la risposta che sono riuscito a darmi è banale ma davvero importante: “Ho la scrivania piena di roba che non fanno altro che distrarmi.”

Ecco se ci pensate bene questo piccolo esempio può essere trasferito nelle vite di tutti i giorni anche al di fuori del nostro lavoro, nella vita personale di tutti.

Ogni volta che la nostra quotidianità si riempie di attività, di persone, di distrazioni, ecc., finiamo col perdere il senso dell’orientamento dei nostri obiettivi e tutto ci crolla addosso.

Ripulire la scrivania può essere quel gesto, anche simbolico, che ci riporta all’essenza della nostra identità e ci accompagna verso la concentrazione su chi vogliamo essere davvero.

Io oggi nella mia pausa pranzo ho iniziato a pulirla davvero la scrivania per eliminare tutto il superfluo per aiutarmi a ritrovare il mio equilibrio. E tu?

Categorie
News

Il segreto della vita è scegliere una cosa sola

Già… questo è uno dei massimi insegnamenti sulla crescita personale, concentrarsi su quell’unica cosa che stiamo facendo e che può darci il massimo del risultato e della felicità mettendo da parte in quel momento tutto il resto che non ci serve.

Questo purtroppo è anche il più grande dei miraggi nella società moderna, siamo talmente presi dal concetto di multitasking da non renderci conto più di quello che accade. Siamo così concentrati a fare quante più cose possibili da dimenticare a volte la nostra strada, chi siamo davvero e dove vogliamo arrivare.

Questo aspetto del nostro lavoro ci porta a commettere tanti errori, a far partire tanti progetti che sappiamo già di non poter seguire e curare, ad ampliare il nostro raggio d’azione sulle attività da compiere invece di focalizzarlo.

È anche questo il mio più grande errore, quello da cui scaturiscono i problemi che tutti ci trasciniamo dietro nel tempo come una palla di ferro legata al piede dei nostri successi che, purtroppo, non possono correre in questo stato in cui li abbiamo costretti.


Dicono che quando smetti di aumentare e inizi a ridurre il tutto all’unica cosa che davvero conta, il mondo attorno a te cambia radicalmente diventando di colpo qualcosa di meraviglioso.

Ogni tua azione in quel momento acquisisce molta più forza potenziale tanto che una semplice progressioni lineare di singole attività diventa di colpo una progressione geometrica che ci porta inevitabilmente a crescere in modo esponenziale, sia a livello professionale ma sopratutto a livello personale e sentimentale.

Voi ci avete mai pensato ad una cosa del genere?

Categorie
Grafica

La Visual Identity per aumentare la percezione dei tuoi prodotti

Quante volte ti sei chiesto come si potrebbe aumentare il valore di un tuo prodotto o servizio?

Per dare una risposta a questa domanda mi aggancio ad un articolo del buon Mariano Diotto, per me il massimo esperto di brand positioning e neuroscienze in Italia.

Mariano parla di come un corretto posizionamento del brand permette di aumentare la percezione e la fiducia del consumatore nel tuo prodotto, in particolar modo lui lo fa citando alcuni errori che commettono i Marketers oggi.

Semplificando il tutto ci dice che lavorando su alcuni fattori legati alla visibilità, alla presentazione del tuo brand e quindi del prodotto si può migliorare la percezione che il tuo cliente finale ha di te e della tua azienda al fine di creare in lui un senso di maggiore fiducia verso l’acquisto anche ad un prezzo più alto.

Nel concreto di cosa si parla?

Creare, sviluppare e ottimizzare la Visual Identity del tuo brand e dei tuoi prodotti è la strada per avviare questo processo di posizionamento dei tuo brand per distinguerti sul mercato.

Ma basta realizzare qualche grafica o video per ottenere tutto ciò?

Purtroppo la risposta è no, perchè innanzitutto vanno individuati i fattori distintivi del tuo brand, quegli elementi che caratterizzano il tuo valore aggiunto, per poi far leva su di essi, portarli alla luce e mostrarli ai tuoi potenziali clienti.

Attenzione, perché tutti i passaggi non sono così immediati ma devono seguire una pianificazione ben precisa che porti il tuo consumatore dapprima a riconoscere il valore del tuo brand per creare uno stretto legame di fiducia con esso.

Infine, questa fiducia si può trasformare in un acquisto consapevole e per certi versi quasi intimo, tanto da far passare in secondo piano il confronto sterile con la concorrenza e anche la valutazione sul prezzo.

Quanto può durare questo processo?

Non esiste una risposta unica ma ogni azienda è unica e pertanto le variabili in gioco sono davvero tante.

Cosa si può iniziare a fare già oggi?

Potresti iniziare rispondere a questa domanda, quale è il valore aggiunto, quella cosa che ti distingue dalla concorrenza?

Se ti và puoi scrivermelo qui nei commenti oppure inviarmi un messaggio privato sulla mia pagina facebook: https://m.me/antoniogatticreativo

Hai bisogno di parlare con noi di un tuo progetto? Contattaci

Categorie
Branding

Corporate Identity o Marchio? Cosa serve alla tua azienda?

Ti sei mai chiesto se l’azienda che stai creando nel tuo garage dovrebbe avere un Corporate Identity o Marchio?
Quante volte ti è capitato di sentirti dire che la tua azienda dovrebbe avere un BRAND forte in grado di posizionarsi sul mercato?
Quante volte ti è stato suggerito di identificare i valori distintivi della tua azienda in modo da renderli visibili nella tua strategia di marketing?
Parto da questi punti perché oggi voglio ragionare con te proprio su cosa significa creare il BRAND per la tua azienda e voglio spiegarti come il Corporate Identity possa aiutarti nel medio e lungo periodo.

I TUOI OBIETTIVI DI BUSINESS

Che tu abbia una azienda o sei un libero professionista posso dare per scontato che gli obiettivi di comunicazione siano sostanzialmente sempre gli stessi:
  • Renderti visibile rispetto ai tuoi competitor nel grande mercato globale, al tuo potenziale cliente, sia online e sia offline;
  • Trasmettere un senso di fiducia nel potenziale cliente per farlo arrivare all’acquisto del tuo prodotto/servizio;
  • Garantirti di essere ricordato dal tuo cliente per un determinato periodo dopo l’acquisto in modo che possa tornare da te ogni qualvolta ci sia la necessità di riacquistare i tuoi prodotti;

ALCUNE DEFINIZIONI ACCADEMICHE

A questo punto và fatta una piccola premessa, vediamo un pò di definizioni accademiche:
Marchio/Brand:
Il Marchio/Brand è l’insieme di nomi o simboli distintivi che servono per identificare e differenziare la propria offerta da altre analoghe.
Corporate Identity:
La corporate identity è la risultante di una serie di elementi tangibili ed intangibili che caratterizzano l’azienda e portano alla sua riconoscibilità sul mercato, definendone il ruolo in relazione ai bisogni che vuole soddisfare e ai valori o modelli di comportamento che intende promuovere.

COSA SERVE ALLA TUA AZIENDA?

Detto ciò cerchiamo di capire cosa può servire per posizionare la tua azienda nella mente del tuo target.
Ogni azienda che decide di affacciarsi su un mercato dovrebbe farsi 3 domande essenziali:
  • Qual è la propria identità;
  • Che ruolo vuole avere nel mercato;
  • Come desidera essere percepita dai consumatori;
All’interno di queste 3 semplici domande si può identificare il successo o il fallimento della tua azienda e il modo con il quale dovrai mettere a sistema le risposte per creare il tuo Marchio/Brand.
Nel momento in cui le risposte a quelle stesse domande vengono anche rapportate al tempo di vita dell’azienda si passa a parlare di Corporate Identity, vale a dire l’insieme dei comportamenti e delle azioni compiute dall’azienda nel corso del tempo.
In sostanza la Corporate Identity rappresenta la coerenza tra l’identità visiva che la tua azienda costruisce attorno a se, i comportamenti che mette in atto sul mercato e le iniziative di comunicazione e marketing realizzate di volta in volta.
In poche parole, non basta solo un bel marchio o un brand forte per garantire vendite e crescita della tua azienda nel tempo, ma è necessario affermare la propria presenza, marcare fortemente il proprio territorio attraverso tecniche e strategie creative in grado di combinare i vari componenti e i vari canali per creare una relazione profonda e spirituale con il tuo cliente.

Conclusioni

Per concludere, il consiglio che posso darti è quello di ragionare sempre sulla strategia aziendale in termini di brand ma legandolo al medio/lungo periodo in modo da fare un lavoro completo sul corporate identity e non solo sul branding puro.
Per quanto gli strumenti di marketing aziendali si siano moltiplicati negli ultimi anni, mantenere il controllo della propria identità in realtà è diventato molto più complesso e articolato sopratutto se entrano in gioco numerose professionalità e competenze.
Il Corporate Identity dovrebbe quindi essere progettato a monte assieme al tuo business perchè è proprio quell’elemento in grado di far aumentare il valore del tuo business nel tempo e far abbassare il costo di acquisizione del tuo futuro cliente.
Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti e dimmi se ti è piaciuto questo articolo…
Se hai di una consulenza o vuoi semplicemente farti 4 chiacchiere con me scrivimi o prenota una call gratuita di 30 minuti