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E’ on line itrullididonnapeppa.it…

Concluso con ottimi risultati, il nuovo sito www.itrullididonnapeppa.it rappresenta nel migliore dei modi la mission della struttura, si tratta infatti di un albergo diffuso su buona parte del territorio di Ceglie Messapica. I Trulli di Donna Peppa sono infatti una serie di struttura ricettive completamente ristrutturate ed arredate in grado di accogliere da 2 a 6 persone per ogni singolo trullo. La forte componente rurale delle strutture ha portato ad un scelta stilistico/grafica che presenti colori estivi, freschi e solari, affiancato all’utilizzo di un motore CMS, come wordpress si è ottenuto un sito davvero ben fatto e sopratutto funzionale ai massimi livelli.

guarda il nostro portfolio: I Trulli di Donna Peppa

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Strategia

Conosci i tuoi clienti?

Una delle prime domande che pongo ai miei clienti durante il brief iniziale è questa: Conosci i tuoi clienti?

Le persone, i loro bisogni e le loro aspettative, stanno progressivamente diventando il fulcro intorno a cui ruota il design di ogni nuovo prodotto o servizio digitale.

Sono le scelte degli utenti, infatti, quelle che determinano il successo o meno di un nuovo prodotto.

Ma in quale misura?

Sketchin, studio svizzero di progettazione dell’esperienza d’uso, ha realizzato una ricerca per stimare il legame che esiste tra conoscenza dei propri clienti e ritorno di investimento.

In altre parole sono riusciti a valutare, dati alla mano, investire in user experience research convenga davvero.

La ricerca è stata condotta intervistando circa 100 imprese che operano in Svizzera e in Italia.

La maggior parte del campione dichiara di conoscere bene i propri clienti, ma poi non è soddisfatta della propria customer satisfaction e delle proprie performance di business, e il problema aumenta di gravità all’aumento di dimensione dell’azienda.

Eppure la ricerca dimostra che le imprese che conoscono i bisogni e i comportamenti d’uso dei propri utenti sono anche quelle maggiormente soddisfatte delle proprie performance di business.

L’apparente paradosso si risolve ponendo l’attenzione sul metodo che le imprese adottano per conoscere i propri utenti: quante fanno ricerca hanno risultati di gran lunga migliori rispetto a quelle che si affidano alle proprie opinioni.

Tu conosci i tuoi clienti? Scrivimelo nei commenti

Se hai bisogno di un preventivo o di una valutazione della tua azienda per poter sviluppare il tuo brand, contattami.

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Grafica

Un Giovane Grafico riprogetta la brand identity di Microsoft

‘Il decennio perso da Microsoft’, il titolo del lungo articolo su Vanity Fair firmato da Kurt Eichenwald scrittore e reporter del New York Times, che spara a zero contro Steve Ballmer e gli ultimi dieci anni di gestione sconsiderata del colosso di Redmond.
Questa è in ordine cronologico solo l’ultima delle analisi che viene fatta sul colosso di Redmond, tanto più che anche dal punto di vista dell’immagine, un insieme incoerente di pezzi vecchi e nuovi, l’azienda è ferma da ventisei anni allo stesso logotipo. Questo modo di operare fa ben poco per contribuire a trasmettere la nuova direzione che l’azienda ha deciso di intraprendere, con Windows 8 e il nuovo Surface.
E così un giovane ventunenne, per esercizio personale, ha recentemente ripensato la brand identity della società, una rivisitazione di Microsoft in chiave Tablet, a quanto pare il nuovo mantra dalle parti di Seattle. Il giovane grafico ha sottolineato che negli ultimi 26 anni il logo Microsoft ha subito circa 8 riprogettazioni mai deviando dalla classica finestra, però alla presentazione del nuovo sistema operativo l’azienda ha tentato di riposizionarsi con un distacco radicale dalla tradizione ormai consolidata. Per Windows 8 si è introdotto un nuovo font, nuovi colori e immagini ma senza un appiglio verso il glorioso passato; tuttavia “quello che funziona su una scatola di Office, necessariamente non funziona su una linea di prodotti di nuova generazione come Surface, Windows Phone o Xbox” ha detto Kim, continuando: “Microsoft sta mostrando un progresso incredibile rispetto al passato, una visione che mancava da anni in azienda” (ritroviamo le considerazioni di Eichenwald a cui non si può che dar ragione ndr.) “il logo però oltre al progresso dovrebbe aggrapparsi al passato, Microsoft sta proiettando un’immagine confusa sulla nuova direzione intrapresa”.
Ai tempi Sam Moreau (direttore della User Experience di Windows) sottolineò come il nuovo logotipo di Windows avesse ispirazioni moderne ma al contempo classiche grazie all’utilizzo di un nuovo stile tipografico e iconografico di tipo svizzero: “colori piatti, con linee e forme pulite e la sparizione della finestra stilizzata come una bandiera utilizzata fin da Windows 3.1 tornando quindi alle origini”.
Nel redesign di Andrew Kim chiamato The Next Microsoft invece viene proposta una soluzione chiamata “the slate”, un parallelogramma ispirato alle finestre degli uffici dei grandi grattacieli d’uffici americani, un segno in grado di adattarsi su qualsiasi linea di prodotto unificando sotto un semplice segno obliquo i diversi prodotti di Microsoft.

Kim non si è però soffermato alla sola brand identity ma ha abbracciato in piccola parte anche la riprogettazione della user experience del nuovo stile Metro, adottato attualmente dagli smartphone Microsoft-Nokia (Windows Phone), da Windows 8 e presto dal nuovo tablet Surface uno stile che si caratterizza per un audace uso del colore, della tipografia e del movimento, portando, rispetto al passato, ad un nuovo approccio la UI dei prodotti Microsoft.

fonte: www.draft.it