Un Giovane Grafico riprogetta la brand identity di Microsoft

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‘Il decennio perso da Microsoft’, il titolo del lungo articolo su Vanity Fair firmato da Kurt Eichenwald scrittore e reporter del New York Times, che spara a zero contro Steve Ballmer e gli ultimi dieci anni di gestione sconsiderata del colosso di Redmond.
Questa è in ordine cronologico solo l’ultima delle analisi che viene fatta sul colosso di Redmond, tanto più che anche dal punto di vista dell’immagine, un insieme incoerente di pezzi vecchi e nuovi, l’azienda è ferma da ventisei anni allo stesso logotipo. Questo modo di operare fa ben poco per contribuire a trasmettere la nuova direzione che l’azienda ha deciso di intraprendere, con Windows 8 e il nuovo Surface.
E così un giovane ventunenne, per esercizio personale, ha recentemente ripensato la brand identity della società, una rivisitazione di Microsoft in chiave Tablet, a quanto pare il nuovo mantra dalle parti di Seattle. Il giovane grafico ha sottolineato che negli ultimi 26 anni il logo Microsoft ha subito circa 8 riprogettazioni mai deviando dalla classica finestra, però alla presentazione del nuovo sistema operativo l’azienda ha tentato di riposizionarsi con un distacco radicale dalla tradizione ormai consolidata. Per Windows 8 si è introdotto un nuovo font, nuovi colori e immagini ma senza un appiglio verso il glorioso passato; tuttavia “quello che funziona su una scatola di Office, necessariamente non funziona su una linea di prodotti di nuova generazione come Surface, Windows Phone o Xbox” ha detto Kim, continuando: “Microsoft sta mostrando un progresso incredibile rispetto al passato, una visione che mancava da anni in azienda” (ritroviamo le considerazioni di Eichenwald a cui non si può che dar ragione ndr.) “il logo però oltre al progresso dovrebbe aggrapparsi al passato, Microsoft sta proiettando un’immagine confusa sulla nuova direzione intrapresa”.
Ai tempi Sam Moreau (direttore della User Experience di Windows) sottolineò come il nuovo logotipo di Windows avesse ispirazioni moderne ma al contempo classiche grazie all’utilizzo di un nuovo stile tipografico e iconografico di tipo svizzero: “colori piatti, con linee e forme pulite e la sparizione della finestra stilizzata come una bandiera utilizzata fin da Windows 3.1 tornando quindi alle origini”.
Nel redesign di Andrew Kim chiamato The Next Microsoft invece viene proposta una soluzione chiamata “the slate”, un parallelogramma ispirato alle finestre degli uffici dei grandi grattacieli d’uffici americani, un segno in grado di adattarsi su qualsiasi linea di prodotto unificando sotto un semplice segno obliquo i diversi prodotti di Microsoft.

Kim non si è però soffermato alla sola brand identity ma ha abbracciato in piccola parte anche la riprogettazione della user experience del nuovo stile Metro, adottato attualmente dagli smartphone Microsoft-Nokia (Windows Phone), da Windows 8 e presto dal nuovo tablet Surface uno stile che si caratterizza per un audace uso del colore, della tipografia e del movimento, portando, rispetto al passato, ad un nuovo approccio la UI dei prodotti Microsoft.

fonte: www.draft.it

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