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Idee Creative

Idee di Packaging per l’asporto

Oramai un pò tutti abbiamo preso coscienza del nuovo DPCM entrato in vigore da oggi 26 ottobre 2020 che impone la chiusura serale di bar, ristoranti, ecc.

Già da subito molti locali stanno lanciando i vari servizi da asporto.

Se si pensa ai cibi da asporto, spesso si è portati ad immaginare confezioni o box sterili magari in alluminio o in cartone anonimi.

Per rendere l’asporto un’esperienza da ricordare per il cliente, nella maggior parte dei casi l’attenzione al packaging può rivelarsi strategica per farsi ricordare.

Ecco allora che voglio condividere con te qualche idea di packaging per l’asporto.

Che ne pensi? Ti piacciono?

Fonti:
brit.co
boredpanda.com
bpando.org

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Marketing News

Comunicare: L’arte di emozionare

Quando vuoi comunicare un messaggio, una offerta, un contenuto o semplicemente parlare della tua azienda, quello che cerchi di ottenere è l’attenzione del tuo pubblico in primis e poi cerchi di farti ricordare da esso nel momento in cui avrà bisogno dei tuoi prodotti e dei tuoi servizi.

È questo l’obiettivo della comunicazione e del marketing più in generale.

Ci affanniamo ogni giorno per ottenere qualche istante dell’attenzione del pubblico.

Lo facciamo creando contenuti, immagini, video in continuazione per essere costantemente presenti e connessi.

Oggi, a darci un riscontro del nostro lavoro, ci sono i dati che controlliamo ogni istante per capire se quello che abbiamo prodotto alla fine ci sta dando i risultati sperati, ma è davvero tutto li?

C’è una cosa che spesso dimentichiamo presi dalla frenesia della creazione a raffica di messaggi e creatività: L’Emozione

Quello che vedete è uno scatto della sfilata “Cruise 2021″ di DIOR a Lecce, una sfilata che buona parte di noi Pugliesi ha sentito e vissuto in modo particolare per via del forte legame che abbiamo con la nostra terra, anche se spesso lo mettiamo da parte.

Cosa centra quell’evento con il concetto di comunicare e con le emozioni?

Siamo esseri umani e ci distinguiamo dagli animali perché riusciamo a provare molte emozioni e sono le stesse emozioni che ci muovono ogni giorno. Dall’amore per un’altra persona all’acquisto di un capo di abbigliamento e così via.

Sono proprio le emozioni che contribuiscono a costruire i ricordi della nostra vita perché operano ad un livello profondo nel nostro cervello e sono le esperienze emotive che riescono a creare impulsi percettivi stabili nella mente.

Provate per un’istante a ricordare qualcosa che riguardi il vostro passato e vi renderete conto che quel ricordo è scaturito da un momento, una immagine o un messaggio che vi ha creato una particolare emozione.

Adesso vi svelo un grande segreto:

Progettare una comunicazione, una grafica, un messaggio, un video, così come una sfilata, un evento o un allestimento significa suscitare una emozione e non potrà mai riuscirci una persona qualunque o qualcuno che è bravo al computer. Suscitare Emozioni è un’arte che va acquisita, allenata e fatta propria nel corso di tanti e tanti anni.

È questa la vera differenza tra dei professionisti e tutti gli altri.

Banale vero? Si lo so, sembra davvero qualcosa di scontato eppure ogni giorno continuo a confrontarmi con i miei clienti proprio su questo, cerco di fargli capire che se un messaggio non emoziona, per quanto possa essere grande, bella e piena l’immagine del prodotto o la creatività realizzata per una determinata campagna, alla fine finirà tutto all’interno del calderone dei contenuti visti e dimenticati all’istante.

Questo concetto è applicabile ad ogni livello della comunicazione e del marketing, dalla pizzeria di “Zio Tonino” fino al grande e-commerce internazionale, da una presentazione di un libro fino alla sfilata dello stesso DIOR.

Se avete modo di guardare il video di DIOR – Cruise 2021 vi rendete conto di quanto l’elemento emozionale è centrale, tanto da essere allo stesso livello della collezione presentata, fino all’ultimo secondo e non voglio minimamente immaginare quanto lo sia stato per coloro che erano li presenti.

Ecco il video completo della sfilata “Cruise 2021” di Dior

In conclusione posso solo suggerirvi di guardare alle emozioni come a quell’obiettivo da inseguire e raggiungere ogni qualvolta decidete di comunicare con la vostra azienda.

A presto

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Grafica

Perchè un lavoro grafico non può farlo tuo “Cugino”

Perchè un lavoro grafico non può farlo tuo “Cugino”? Te lo sei mai chiesto?

Proviamo a capire qualcosa in più del lavoro di un grafico.

Oramai tutti sanno chi è il famoso CUGGGINO del tuo cliente, quell’amico o parente che “sà usare pure lui photoshop o illustrator” oppure “con il computer è bravissimo”.

È quella stessa persona che quindi in 15 minuti scaricando dei contenuti gratis online riesce a farti la grafica della locandina e/o della brochure.

Quello che però le aziende ignorano è che, al di là dei danni che una cosa del genere può fare all’immagine stessa dell’azienda, un lavoro grafico qualsiasi fatto da un professionista non è mai solo un lavoro di creazione e composizione grafica.

Provo a spiegare il motivo di quello che dico.

Quando un cliente mi commissiona un lavoro grafico non lo fà solo per avere qualcosa di “carino” ma, nella maggior parte dei casi, lo fà perchè vuole ottenere un risultato in termini di business, questo vale sia esso per le attività local e sia per le aziende nazionali, internazionali o per quelle online.

Per chi è abituato a ragionare in termini di business/affari, sà benissimo che nessun risultato si può raggiungere senza una pianificazione strategica e senza uno studio accurato.

Cosa significa questo?

Che ogni singolo pezzo del grande puzzle che costituisce il successo di una azienda deve tenere in considerazione tutte le componenti che rientrano nella pianificazione dell’azienda stessa.

Ti semplifico il concetto: Per lanciare, far crescere e sviluppare la tua #azienda (piccola o grande che sia) occorre studiare il mercato, i tuoi potenziali clienti, i canali di comunicazione che loro utilizzano solitamente, il posizionamento, i competitor, ecc ecc.

Bene, ci siamo, ora ti chiedo, se il successo del tuo business si basa sui fattori che ti ho scritto, perchè un qualsiasi lavoro grafico che dovrebbe essere l’immagine stessa della tua azienda non dovrebbe tenere in considerazione gli stessi elementi?

💥 Ti svelo un segreto del mio lavoro, la costruzione di un qualsiasi progetto grafico implica una fase di studio dell’azienda per individuare i linguaggi, i colori, gli elementi visivi che rafforzino il messaggio, l’identità aziendale e tanti tantissimi altri elementi che fanno riferimento alla tua particolare azienda.

Una parte del mio lavoro quotidiano che purtroppo non si vede è lo studio del mio cliente per analizzarne punti di forza e debolezza sui quali lavorare per costruire sempre il messaggio grafico migliore.

A questo punto il consiglio che posso darti è quello di pensarci un pò su la prossima volta che pensi a tuo cugggino perchè gli stai davvero affidando non solo un lavoretto da 15 minuti ma una parte bella grande della tua azienda.

Se ti è piaciuto questo articolo o se vuoi darmi il tuo punto di vista scrivimi pure nei commenti

Per domande, consigli o suggerimenti aggiungimi ai tuoi contattami qui oppure su linkedin e ne parliamo insieme.

Foto di Robert Armstrong da Pixabay

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Strategia

Conosci i tuoi clienti?

Una delle prime domande che pongo ai miei clienti durante il brief iniziale è questa: Conosci i tuoi clienti?

Le persone, i loro bisogni e le loro aspettative, stanno progressivamente diventando il fulcro intorno a cui ruota il design di ogni nuovo prodotto o servizio digitale.

Sono le scelte degli utenti, infatti, quelle che determinano il successo o meno di un nuovo prodotto.

Ma in quale misura?

Sketchin, studio svizzero di progettazione dell’esperienza d’uso, ha realizzato una ricerca per stimare il legame che esiste tra conoscenza dei propri clienti e ritorno di investimento.

In altre parole sono riusciti a valutare, dati alla mano, investire in user experience research convenga davvero.

La ricerca è stata condotta intervistando circa 100 imprese che operano in Svizzera e in Italia.

La maggior parte del campione dichiara di conoscere bene i propri clienti, ma poi non è soddisfatta della propria customer satisfaction e delle proprie performance di business, e il problema aumenta di gravità all’aumento di dimensione dell’azienda.

Eppure la ricerca dimostra che le imprese che conoscono i bisogni e i comportamenti d’uso dei propri utenti sono anche quelle maggiormente soddisfatte delle proprie performance di business.

L’apparente paradosso si risolve ponendo l’attenzione sul metodo che le imprese adottano per conoscere i propri utenti: quante fanno ricerca hanno risultati di gran lunga migliori rispetto a quelle che si affidano alle proprie opinioni.

Tu conosci i tuoi clienti? Scrivimelo nei commenti

Se hai bisogno di un preventivo o di una valutazione della tua azienda per poter sviluppare il tuo brand, contattami.